giovedì, 02 luglio 2009
il ragno si nasconde dietro il quadro
il quadro è sopra la mia testa
forse domani mi sveglierò in un bozzolo
o m'entrerà stanotte in un orecchio
vagherà per la testa, come un pensiero
con sette zampe e il dorso peloso
mentre io ti starò sognando
avvolgerà anche te
O sarà un neo a farti morire
Intanto in tv si conta la gente
sparata annegata bruciata viva esplosa ancora terremotata
I numeri in meno rassicurano
in più fanno notizia
ma se gratti un necrologio a caso
sotto c'è proprio il tuo nome
o tre campane d' oro
per te e la merda che resta.
( 2 luglio 2009. ancora dal genio di Raffaele Milite )
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giovedì, 02 luglio 2009
Quattro tagli, quattro lacrime sulla pelle.
Quattro bombe, quattro sputi di pioggia sul mondo.
Su questo scheletro vivo, su questo essere nudo. D’ amore.
Dove per camminare bisogna essere bambole, morti a cuor battente,
c’è chi si discosta per vivere ancora
ma la solitudine scava crepe, a volte non n’ esci:
Tutto si svuota inaridisce crolla…tutto? Più niente.
Ma c’è chi crepa la solitudine da parte a parte
chi si fa uno e trino nel suo dolore ch’è il dolore di tutti
E sul suo corpo scarnificato scorrono lacrime che lavano lacrime,
pioggia che lava sangue, amore che inonda il niente.
Sputi Guerra Merda Bombe
crocifisso da ogni scheggia alla terra.
Ma le ha volute tutte e benedette:
”Fa male? io sono ancora VIVO”.
E la notte l’ ha affrancato dai suoi peccati.
L’ultima sua forza lo trascina sulla strada,
dove cade acqua e in riflessi luce.
Qualcuno si ferma, guarda, non comprende
il santo delirio del guerriero.
Ma uno, almeno uno l’ ha inteso.
Chi pure, un tempo, strinse il dolore.
E ci si ritrova insieme a guardare il tramonto,
cercando il raggio verde. A contare le gocce.
Uno-due-tre-quattro.
E ci si legge nel cuore, anche così.
Senza raggi.
La pioggia sta scemando.
Quattro lacrime sulla pelle.
Le gocce ancora contano. Una ad una.
Ma c’è anche luce.
E vicino, forse...
________
Testo originale di Mariella Marotta
Remix di Raffaele Milite
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domenica, 28 giugno 2009
Ancora la notte è calva.
Ascolta, calda puttana:
inonda il cielo di capelli
che Dio s'impicchi! e
riaccorda gli angeli
rimetti le piume alle galline
mangiami il culo
e pulisci con le stelle
Leccami le ossa, abbraccia
anche la mia ombra
chiudi il mio cazzo tra le cosce
getta una scogliera al sogno
( Raffaele Milite 27 giugno 2009 )
venerdì, 26 giugno 2009
Si autodefiniscono "buoni". Già solo questo basterebbe per metterci in guardia da loro.
Fanno del bene. Ma ciò che è bene per loro.
Chi è DAVVERO buono non sa che sta facendo ANCHE del bene a un'altra persona oltre che a se stesso, e MAI lo saprà.
Prendeteli ad uno ad uno, questi sedicenti buoni. Nelle chiese, ad esempio.
Fanno il bene del prossimo, preti e suore? Potrebbero anche, non lo escludo, per una serie di circostanze fortunate. Ma come ci sono arrivati lì?
Analizzateli ad uno ad uno e vedrete perché sono lì. Perché solitamente la società li ha rifiutati. Sono stati definiti "brutti", tanto che hanno pensato che nessuno se li sarebbe presi per un eventuale matrimonio, o hanno avuto problemi psichici, traumi sessuali...Che si sappia di tanti preti gay e pedofili e di suore che picchiano i bambini voi vi meravigliate?
Così in tante associazioni di volontariato, c'è gente, la maggior parte, che cela forti traumi, disadattamenti...
Cercano, facendo del "bene", di sentirsi migliori, di bilanciare i loro fallimenti personali, il loro senso di impotenza...Ma il bene serve innanzitutto ( e spesso ESCLUSIVAMENTE ) a chi lo fa, per sentirsi meglio, per avere, possedere almeno l'ombra di un qualcosa che non possono avere altrimenti:
la stima di sè, il possesso dell'altro, il controllo su altri esseri umani.
I sedicenti benefattori sono predatori sdentati e con gli artigli spuntati. Gente che non è capace di prendersi le cose altrimenti, e allora prova a farlo mascherandosi da buono.
Queste che amano i bambini ad esempio. Aspettate che un bimbo di due anni chiami "puttana" una di queste, e vedrete che tumulto scatterà nelle viscere della benefattrice. Si sentirà ferita. Odierà il bambino, anche se si sforzerà di non mostrarlo all'esterno.
Via la maschera, BUONI! Dove finisce allora il vostro amore verso il prossimo?
Non vi resta che odiare.
( questo post è appena abbozzato. E' da approfondire, da affilare ulteriormente. Non oggi. Intanto commentate, gente, commentate! Tirate fuori il buono che è in voi e ammazzatelo! Così tutti staremo molto meglio )
martedì, 23 giugno 2009
Mentre altri bloggers, oggi, 23 giugno,
vi parleranno della "giornata internazionale dell' orgoglio pedofilo"
( così viene tradotto "boyloveday international" è già questo mi puzza) ,
"giornata" resa nota, più che da pedofili, da alcuni individui che cercano per altri fini - e non certo per il bene dei bambini - il consenso di gente ( la maggior parte di voi ) facilmente manipolabile, gente ( la maggior parte di voi ) che s'indigna a comando e che oggi scriverà un banalissimo post per dire è una vergogna, i pedofili non dovrebber esistere o devono essere castrati, uccisi e altre sterili frasette del genere,
senza però prima documentarsi, provando forse a esorcizzare il seviziabambini più o meno latente nella loro mente e nelle loro azioni,
io scriverò di Luana, 25 anni, una mia amica, che bagna le sue mutandine di piacere e le condivide con chi lo desidera. Eccola:

Luana ama mostrarsi.
Luana inizia a masturbarsi senza togliere le mutandine. Le inzuppa prima di umori, poi le sfila, lentamente, e se le porta al volto. Annusa, lecca e finalmente gode.
A volte raggiunge l'orgasmo strofinando gli slip tra le labbra della fica,
dal perineo al clitoride, su e giù...su e giù...
finché vampate di fuoco non l'avvolgono completamente, dalle cosce al
cervello.
Ma al cospetto del tessuto impregnato da quell' odore agrodolce, così carico,
non può far altro che darsi ancora piacere, il più alto che esista, quello che ti spinge alle porte del deliquio.
Essendo giovane e molto piacente, frequentando per lavoro discoteche di
tutt'Italia, Luana ha ricevuto proposte d'ogni genere. La prima e unica che ha accettato le fu rivolta da un facoltoso feticista.
"Vendimi le tue mutandine", mentre lei ballava e sudava.
"Cosa?!", pensava lui stesse scherzando.
"Vorrei acquistare le mutandine che hai addosso. Dimmi tu il prezzo. Non ti importunerò oltre".
"Perché?", incuriosita dall' insolita richiesta.
"Se non le hai mai annusate profondamente, intrise di sudore e di piacere,
dell' impronta olfattiva lasciata dal tuo corpo, allora non puoi capirmi"
Ed è quest' episodio che le ha fatto comprendere quanto a volte un odore
avvicini a Dio più di mille preghiere.
Col passar dei mesi a Luana hanno chiesto scarpe, calze sudate, reggiseni...
Ha potuto constatare personalmente quanto sia diffusa la ricerca di un feticcio, un indumento che faccia da ponte tra il corpo dell' altro e il proprio più appagante orgasmo.
Luana ama il rispetto, l' adorazione che i feticisti hanno per ciò che lei indossa. L' eccita ai limiti della follia, ma preferisce non avere rapporti diretti. E allora, se cede il suo vestiario usato, lo fa solo a distanza, a sconosciuti.
Luana, da donna intelligente, sfrutta questa passione per il fetish, oltre che per piacere personale, anche per pagarsi gli studi e garantirsi un minimo di indipendenza economica dalla famiglia.
Se siete persone oneste, eque, il prezzo decidetelo voi, offrite il giusto e
il giusto non è la cifra irrisoria che chiede lei.
Lei chiede troppo poco per indumenti pregni dei liquidi, degli afrori emanati
da un corpo così giovane, sano...magnifico. A volte chiede meno del prezzo della stessa biancheria se la voleste acquistare nuova.
Perciò non approfittatene.
Giocate con lei, come lei davvero merita. E lei, credetemi, sa giocare.
E' una mia amica, perciò ho avuto modo di metterla alla prova più di una
volta e s' è sempre dimostrata all'altezza: sincera, puntuale. Sempre.
Chiedetele reggiseni, slip, calze, magliette, scarpe e decidete voi come e
per quanto tempo volete che lei indossi i vostri feticci preferiti.
Potreste chiederle anche un bel set di foto, nelle pose che preferite, o che testimonino l'uso degli indumenti proprio sul suo corpo ( e non, ad esempio, sul mio! ), anche se è garantito che scherzi così lei non ne fa.
Però dovete essere sicuri, perciò indumenti più foto sarebbe l'ideale...
Date sfogo alla vostra fantasia, insomma, sempre nel rispetto però.
Rispetto, innanzitutto.
Potete contattarla all'indirizzo e-mail: hellofetish@libero.it
NO webcam, NO contatti telefonici, NO incontri.
lunedì, 22 giugno 2009
Era dietro la porta socchiusa
che cercavamo una chiave tra i sospiri
Era una sola parola da abitare
un tempo mai passato
ci scorreva sulla pelle
senz' assurdo senza vergogna
"senza te non posso stare"
Era "fuori piove" e "che c'importa?"
cacciavamo arcobaleni per passarci sotto
noi due insieme
arruffavamo le piume agli angeli
Era un giro di giostra senza gettone
un bracciale al polso e un' unghia nel cuore
Era t' amerò per sempre
t' amerò fino a ieri
( scritta l' anno scorso da Raffaele Milite per La25simaOra )
venerdì, 19 giugno 2009
Formica, farfalla, mosca, ragno, zanzara, scarafaggio...
Qualsiasi insetto trovasse, lo mutilava, lo buttava nel lavandino, vivo, apriva il rubinetto e s'incantava a vederlo vorticare nell' acqua fino a scomparire.
Ma nel ventre umido e scuro dei tubi qualcosa d'ignoto dimorava e cresceva, attendeva che il sadico si sedesse sul cesso e ogni volta gli ficcava un filo di lingua invisibile e fulmineo, lunghissimo, indolore su per il culo, infettandogli un tratto sempre diverso delle budella.
" Cancro ", sentenziò la medicina quando ormai l' intestino era irreparabilmente,
completamente bucato. Lui, però, sapeva e così delirò farfugliando prima di morire:
Loro...sono stati loro...
dobbiamo stare sul punto di crepare per vederli? Li vedo. io adesso li vedo.
Si nutrono di noi come noi mangiamo porci e vacche o si divertono a schiacciarci,
come i nostri mocciosi le formiche.
Non è il cancro. loro sono il cancro e i terremoti e le guerre e ogni morte,
LORO a farci inscenare i funerali e riderci sopra mentre allestiamo i lauti banchetti sotto terra.
Non li sentite, ora, dentro di voi?
Avrebbero divorato perfino Dio se non c'avesse già pensato la Chiesa. Non per fame.
Per ostentare superiorità.
O forse solo i più poveri e annoiati di loro ci mangiano...
siamo un anello trascurabile d' una sterminata catena alimentare.
Come mosche e zanzare siamo per loro: stupidi, insignificanti...
...siamo fastidio...
...solo fastidio...
...Ciak.
p.s.: Che uno meriti d'essere presidente degli U.S.A.
lo si vede pure da come ammazza una mosca
E' una vergogna, però, che mio nonno,
che le mosche sapeva schiacciarle pure col culo,
abbia preso zero voti alle elezioni comunali.
martedì, 16 giugno 2009
Ho chiesto scusa a un Porco per averlo chiamato dio.
E adesso sto col cazzo in mano al fresco, perché 33 gradi all'ombra sono troppi
per sfilare coi froci o contro,
passeggiare in piazza ed essere enumerato in questo o quel partito,
occuparmi degli iraniani o delle scimmie africane...
E da questa nuova prospettiva, a faccia in su,
con un filo premonitore che scorre dalla cappella al pube,
avvolto dalla libidine che mi stringe l'ano e mi apre la mente,
ho capito:
la gente ne ha bisogno.
Ha bisogno delle dittature, delle mafie democratiche
perfino del cancro, dell' aids, della sifilide...
ha bisogno di ciò di cui si lagna
di fare il callo al culo su un camion e giocare coi dischi orari fino a schiattare sulla corsia opposta
di essere violentata sodomizzata e sottopagata...
La gente ha bisogno di stare sotto.
Perfino Hitler stava sotto. Solo che lui se ne lagnava di meno.
La gente ha bisogno di gettarsi nella merda per poi gridare aiuto,
ma guai se la tiri fuori: non te lo perdona
e tu sarai la causa precipua del male,
l'asse al quale aggrapparsi unicamente per il gusto di vederlo affondare.
Indovino quale bomba atomica ci salverà per prima
e intanto
mi masturbo.
martedì, 09 giugno 2009

Le parole danno bocca alla luna
e tingono di sangue il mare. Credono
che il pescatore storpio butti ami e notti
per pescare l' ultimo sogno, legarlo
con la lenza al cuore.

Ma è il silenzio che misura
la vera distanza tra noi.
Anche la luna allora tace
piccola e sciolta in mare, in noi
E il tuo sorriso è un ponte
di stelle bianche e porta
ai miei giorni migliori.

foto e testo: Raffaele Milite
con Te. Per Te.
e per chiunque sappia trarne qualcosa
che non faccia solo male